Sentirmi

Quanti ricordi, riaprire la pagina di Splinder. mi è sembrato di sentire l’odore che aleggiava intorno a me mentre scoprivo cosa significa bdsm, navigando in rete e chattando con altri. Profumo d’inverno, di divano.
Mi concedo qualche altra riflessione…

Ci sono giorni in cui mi sento la figa. E’ una strana, bellissima sensazione. Percepisco con chiarezza l’apertura, il pozzo profondo del mio sesso che mi sale dentro, aperto, invitante, pieno di desiderio. Sento il mio sesso che si estroflette nella clitoride, protendendosi voglioso all’esterno, e poco più sotto rientra in me, inerpicandosi verso l’interno in modo altrettanto voglioso.
Mi fa sentire consapevole, ferocemente carne.
Vorrei vivere sempre così, sull’orlo della mia figa, sentendomi sempre calda, umida e gocciolante.
Come un personaggio di un fumetto porno, come una donna di Baldazzini, sempre sessuale, sempre carne, sempre con la figa in primo piano. Sempre con il sesso sveglio e pulsante.
Provare desiderio costante, sempre crescente, che gode di effimeri e profondi appagamenti, per poi tornare subito a desiderare ancora, e ancora, e sempre di più.
Quando sono legata o impossibilitata a soddisfarmi, che sia bloccata da lacci o seduta in ufficio, allora è il momento che divento tutta completamente figa, tutto il resto di me è obliterato e obnubilato. Mi sento aprire dal basso, spalancarmi da sotto e rivoltarmi, il dentro diventa fuori, divento tutta carne viva, rosa, rossa, bruciante.
La forza del desiderio che mi pervade, insoddisfatto e bramoso, mi dona un piacere molto più profondo ed estremo del banale sfogarsi, di un veloce orgasmo.