Presa di coscienza

Di colpo, un’illuminazione: è paura.

Non sono svogliata. Non sono irresponsabile. Non sono stronza. Non sono incapace. Non sono frigida. Non sono apatica. Non sono anaffettiva. Non sono cretina.

Ho solo paura.
Paura di darmi da fare, di impegnarmi, di rischiare un errore, un no, di non essere abbastanza brava, di risultare antipatica, di lasciarmi andare.

Stupida, stupida paura.

Ma con quell’illuminazione, arriva la presa di coscienza della verità; e con essa, la catarsi.
La paura smette di avere presa su di me ed è costretta a ritirarsi. I muscoli mi si rilassano e finalmente vivo. Serena forse è una parola grossa… Ancora stressata, ma non angosciata. Va già bene.

Sorrido, godo, vivo.