Fuori sincrono

A volte ho l’impressione di essere fuori sincrono.
Quando ho voglia di una cosa, è il momento di un’altra. Quando vorrei una sculacciata, mi arrivano le coccole; quando sono presa dal gioco di ruolo, devo lavorare; quando vorrei fare una passeggiata in montagna, c’è il live.
Non mi capisco; come sia possibile che ogni dannata volta io sia in ritardo o in anticipo sui tempi, è un fenomeno che non mi spiego. Per forza poi mi sento sempre insoddisfatta.
Per fortuna, so anche lasciarmi trasportare dagli eventi e cavalcare l’onda del momento; ma troppo spesso succede che arrivo impreparata, inciampo, zoppico, mi incazzo (con me stessa, anche se poi mi sfogo su chi ho più vicino) prima di riuscire a prendere l’abbrivio.
Arrivata in fondo mi riprometto: mai più. La prossima volta saprò essere precisa, prepararmi per tempo, gestire gli impegni in modo da arrivare coordinata, eccetera eccetera. E regolarmente disattendo questi buoni propositi.
L’unica cosa in cui sono perfettamente in sincrono è l’essere fuori sincrono.
Ed è una cosa che mi manda in bestia, come quando vedo un film doppiato male, con l’attore che muove le labbra e la voce arriva in ritardo. Sono sempre pochi secondi, ma sufficienti a rovinare tutto.