Il momento in cui sono la feccia della terra

Ogni tanto mi capita quel momento.
Non è che mi senta: in quel momento SONO una merda. Non esiste altra verità, né nessun’altra possibilità.
E’ un periodo di sconforto assoluto che può durare qualche minuto, più spesso qualche ora, di rado qualche giorno. In quel lasso di tempo nulla di quel che faccio, dico o sono merita nulla. Peggio: non è mai valso nulla e non varrà mai nulla. Questo momento di depressione mi si presenta come un momento di verità: ecco, questo è quello che realmente sei, lo hai sempre saputo ed ora ti rivelo che è vero. Tutto ciò che hai sempre temuto è reale ed è così che deve essere. Rassegnati.

E invece non mi rassegno mai.
Per quanto buio sia quel pozzo, dal fondo scorgo sempre la luna, alla fine. Non ci credo mai fino in fondo, a quella voce; mi concentro a fare una cosa piccola per volta e tutto torna piano piano a posto. Oppure, mi lascio andare, e mi confido e mi affido al Padrone, smettendo finalmente di credere che farlo confermi la mia debolezza; che farlo dia fastidio visto che sono tanto merda.
Ritorno così capace, degna; buona. A posto e pronta ad affrontare ciò che verrà.

Non sono (più) le grandi difficoltà o il confronto anche a muso duro con qualcuno a mandarmi in crisi; sono piuttosto questi momenti in cui devo fronteggiare me stessa. In cui mi sento sola.