Ignore

Ascolto il Suo silenzio e spero che mi riempia.
Le emozioni salgono a ondate dentro di me: momenti di quiete, poi d’improvviso angoscia, paura, accettazione, rimorso, rassegnazione. Sentimenti di mancanza. Malinconia, nostalgia, tristezza. Euforie ingiustificate istantanee effimere.
Silenzio.
Solo silenzio.
Vado a cercare segni del Suo passaggio online; ne seguo le tracce, guaendo come un cane sfuggito al guinzaglio incapace di ritrovare il suo Padrone.
Cerco di alzare la mia percezione della punizione, smettere di autocommiserarmi ed accettare il peso che devo portare, nella consapevolezza del mio errore.
Penso a Lui, al Suo sguardo quella sera; lascio che lo stomaco mi si contorca nel pensiero di avergli causato dolore e rabbia; di averlo deluso.
Imploro e supplico davanti a un muro di silenzio. Cerco che quel silenzio mi colmi e riempia il vuoto dell’attesa.

Ho ancora il Suo collare al collo, per ora: è qui. Lo sento.
Anche il Suo silenzio è un Suo segno.
Chiudo gli occhi; respiro; attendo.