Piccola – capitolo III

Il giorno dopo era sabato, il giorno della festa. Si alzò in anticipo, rendendosi conto che ormai certo non avrebbe preso sonno e che ormai il sole era sorto. Preparò la colazione e aspettò i Signori, che quando scesero furono contenti di vederla così operosa.
Il Padrone, tuttavia, la occhieggiò di sottecchi: la vedeva molto operosa, molto intenta al suo lavoro e molto attenta a compiacere. Troppo. Aggrottò la fronte: il suo comportamento era tipico di quando qualcosa non andava per il verso giusto, e lui lo sapeva bene. Lei intercettò il suo sguardo indagatore e gli fece un gran sorriso. Lui sollevò un sopracciglio e le chiese: «Che c’è, Piccola?».
Lei trasalì e il suo sorriso s’incrinò. «Eh… nulla, Padrone – mentì – Che c’è?», chiese, cercando di ostentare indifferenza. Continua a leggere