Toccare con mano

Nella mia vita di tutti i giorni compio le stesse faccende quotidiane e banali che fa chiunque altro: faccio la spesa, stendo le lavatrici, passo l’aspirapolvere, eccetera. Vado in giro tranquilla.
Quasi tranquilla.
Ogni tanto (spesso) mi scopro con una mano tra le gambe.
Mentre sono seduta, o in piedi; come quei bambini un po’ strani che si tirano il pistolino, che si tocchicciano un po’ mettendo in imbarazzo o divertendo gli adulti circostanti. Allungo una mano, infilo due dita nel solco delle cosce, mi accarezzo la piega chiusa delle labbra.
Come a verificare che sia ancora lì.
La forzata astinenza dalla masturbazione, la voglia costante che me ne deriva, anche se cerco di sedarla, di ignorarla, mi porta a toccarmi.
Non mi masturbo, ovviamente; ma mi sento. E’ uno sfiorarmi: una manifestazione fisica, automatica ed involontaria, del mio desiderio sommerso. Se sono sola, giocattolo un po’ col piercing, con le labbra. Lei risponde subito, drizza le orecchie, fa le fusa ed è ancora più straziante doverla lasciare lì da sola, senza coccole.

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IA

In sessione arriva sempre un momento, che io sia in piedi od in ginocchio, a quattro zampe o piegata, in cui inizio ad oscillare; allora, divento la IA di un videogioco.
Divengo uno di quei personaggi di contorno, creati dal gioco stesso: il paesano, la guardia, il taverniere, il mercante; uno di quelli che sta solo fermo lì. Si gira a destra e a sinistra senza motivo, si guarda attorno dondolando su se stesso, oppure cammina avanti e indietro sempre sugli stessi cinque metri. Riempie lo sfondo in attesa che il giocatore interagisca con lui per uscire dal suo loop.
La mia mente è soverchiata dalle sensazioni fisiche: non penso più. Eppure, sono estremamente aperta e ricettiva. Forse il mio oscillare serve al mio cervello a percepire se qualcosa mi accade attorno. Percepisco spostamenti d’aria, masticare di gomma, fruscii, sibili, schiocchi. Rabbrividisco, dondolo. In abbandono.
Ora sono una figura di servizio; attendo che Il Giocatore interagisca con me.

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In un momento di normale navigazione a caso su internet, in cui clicco qua e là e salto da un sito all’altro, cercando qualcosa che valga la pena leggere, o qualcosa che faccia ridere, o dei gattini, capito su un sito di annunci bdsm. Provo a leggerne qualcuno.
Mi si apre un mondo.
C’è una casistica infinita di curiosi personaggi. Mi chiedo quanti siano reali, quante risposte ricevano, o se ne ricevano del tutto.
Predomina tra i master (volutamente minuscolo) una certa vanagloria, un spararla grossa, come se si dimostrasse la dominanza gonfiandosi il più possibile. C’è chi lo fa con dichiarazioni tipo “me ne frego di te, sono un figo assoluto, scrivimi” o dichiarandosi “espertissimo, da 40 anni nel bdsm”. Ci sono anche quelli che provano un approccio alla mano (“sono fatto così e così, non sono chissà chi ma vado bene, sto cercando una persona come me desiderosa di fare, poche seghe mentali”) ma per la maggior parte si lanciano in affermazioni che (credo) vorrebbero essere emozionanti, ma che spesso sono solo altisonanti e sfiorano facilmente il ridicolo, del tipo: sono una creatura del buio/della notte, ti condurrò fino in fondo all’inferno, sarai mia, il possesso mette catene ai polsi, l’appartenenza mette radici nell’anima, ti annullerò, ti entrerò nell’anima, ecc ecc.
Però leggendo tra e righe (ma spesso non tocca fare nemmeno molta fatica) si intuisce che prima che nell’anima desiderano entrare nel corpo. Più volte. Da più ingressi. Ma è sempre una tecnica per entrare nell’anima, naturalmente. Dopo un po’, comincio ad apprezzare di più quelli che scrivono “cerco schiava sessuale, se proprio insisti ti sculaccio ma piano”. Almeno sono onesti!

Dopo averne letti una trentina, però, non capisco più chi ci è e chi ci fa; chi copiaincolla frasi lette chissà dove perché suonano fighe da chi scrive con sincerità quello che sente o che desidera.
Mi torna in mente una battuta di diverso tempo fa su xkcd: da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che ha scoperto davvero un metodo per ingrandire il pene, ma non riesce a raggiungere i suoi potenziali acquirenti.
In mezzo a tutto questo bailamme, dichiarazioni altisonanti, suppliche, frasi ad effetto eccetera, di sicuro c’è qualche persona con la testa sulle spalle, davvero competente, davvero addentro al bdsm. Ma come scremarlo dal resto, non saprei.

Tornare

Questo fortissimo senso di aspettativa che mi travolge, che mi ingloba tutta come una bolla densa e vischiosa, non ha un oggetto preciso; non mi aspetto un determinato avvenimento. E’ un’aspettativa generale, rivolta all’esterno, protesa a cogliere tutto quello che può arrivare. L’unica cosa che fa, è essere sicura che qualcosa sicuramente arriverà, e sarà grandioso.
Così, anche un’aspettativa senza oggetto può venire delusa, se non accade nulla.
Ma il destino non è forse nelle mie mani?
Quindi a fine serata (nottata) prendo la mia aspettativa con entrambe le mani, la affronto e le dico: d’accordo, poteva essere meglio; ma ora, basta lamentarci e andiamo a divertirci.
Perché nel mio essere proiettata verso gli altri, nella mia tensione di soddisfare sempre il prossimo, dimentico cosa piace fare a me. Anzi, forse non mi sono mai nemmeno posta la domanda, di cosa piacesse fare a me. Mi metto in coda e attendo un mio momento che non arriverà mai, a meno che io stessa non me lo crei.
Così, facendo una cosa che amo, tutte le volte mi stupisco di quanto mi piaccia farlo, e mi chiedo perché non lo faccia più spesso. Mi accade scrivendo. Mi accade ballando.
Ballo e tutto il mio corpo si libera di un’energia compressa, trattenuta troppo a lungo.
Il giorno dopo mi resta addosso una sensazione sorridente, una vaga malinconia, un po’ di amaro e la calda promessa che mi dona sapere che sto imparando, un poco alla volta, a comprendermi e a dare libero corso a ciò che mi scorre dentro. Alla vera me stessa.

Andare

C’è una sorta di euforia che mi circonda, come una nuvoletta di vapore che mi aleggia attorno. Mi scopro ad avere un sorrisetto stampato su viso che non se ne vuole andare.
Stasera viaggio sola fino al Decadence, dove troverò il mio Padrone e la mia Lady.
L’emozione del viaggio, del tragitto, seppure breve, mi dà brividi meravigliosi. La strada mi viene incontro come una promessa; tutto mi appare magnifico: il cielo, le nuvole, i campi che scorrono accanto al finestrino. Vedo cose banali e vecchie come fossero nuove ed uniche. Vedo la bellezza nelle piccole cose, in un pallone rosso, in un campo giallo di colza.
Il cuore mi batte all’impazzata nel timore di avere dimenticato qualcosa, di non essere pronta; ma pronta a cosa, non saprei. Alla vita? E come si fa ad esservi pronti? O come si fa a non esserlo?
Ricontrollo il piccolo bagaglio, passo in rassegna mentalmente e fisicamente tutte le cose che mi servono o che mi serviranno, il cibo preparato (ma ho lo stomaco chiuso), il portafogli, tutto.
Sono in tumulto. Ma è un tumulto felice.
Stasera mi sento in cima al mondo; la meraviglia dell’universo è a portata delle mie mani, ed io l’abbraccio e l’accolgo con gratitudine.
Arrivo, festa. Arrivo, vita.

Entrare negli ‘anta

Proprio in questo periodo che ho un certo blocco dello scrittore e latito, wordpress mi notifica che ho raggiunto i quaranta follower.
Che dire, sono senza parole.
Questo blog è nato anni fa come angolino nascosto, solo per me, su splinder. Un piccolo diario online di cui nessuno conosceva l’esistenza, dove raccontavo – molto di rado, solo quando l’urgenza dello scrivere diventava insopprimibile – i desideri che andavo scoprendo.
Poi splinder è morto male e sono approdata su wordpress. Intanto, sono uscita dai sogni e ho iniziato a vivere il bdsm. Ed ora sono qui. Consapevole che quaranta persone almeno mi leggono.
Può sembrare niente, può essere poco, può non voler dire nulla.
Eppure.
Eppure una piccola emozione questa consapevolezza me la regala.
Continuo a scrivere quasi solo per me stessa, ancora come fosse un diario nascosto sottochiave (nel web) cui confidare segreti e speranze, sensazioni e riflessioni. Sono io e mi rivelo per come sono. Ma ora, so che c’è chi mi legge.
Grazie, followers.

Regina Nera BDSM Play Party

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Venerdì ci sarà l’evento mensile del Regina Nera a Bologna; questa volta non potrò esserci, purtroppo, ma i miei Padroni sono nello staff. E’ a questo party che Li ho conosciuti.

Andare a una festa BDSM è sempre emozionante… accadono cose ai limiti dell’immaginabile, ma tutto è sempre Sano, Sicuro, Consensuale. E’ un bel modo di conoscere nuove persone, incontrarne di conosciute e godersi una serata. Può fare anche un po’ impressione… ma alla fine nessuno morde nessuno (a meno che non chieda per favore).

La cosa più bella è scoprire che tutti questi pervertiti sono nient’altro che persone.