Intensità – 20

Ci sono cose cui non riesco a star dietro; altre cui preferisco non pensare.
Esigenze, desideri; ci provo a non farmi aspettative, giuro che ci provo. Ma il mio modo di non farmi aspettative è pessimo: mi dico: “ma figurati se succederà, dai, lascia perdere, di certo no”. Ma nel cercare di deprimere e reprimere la voglia che ho non faccio che alimentarne la vana speranza; il desiderio che questo pretendere che non me ne freghi, questo far finta che sia lo stesso se succede o no, sia un rituale apotropaico che farà magicamente avverare proprio ciò che io desidero. Fingere di allontanarlo per poterlo ricevere. Chi disprezza compra, no?
Subire lo scorno dell’aspettativa delusa è una delle cose più stancanti cui far fronte, perché vuol dire riportarsi a casa la propria tensione intatta, anzi appesantita.
Il trucco, lo so, è non farsi aspettative.
Ci provo, giuro che ci provo. Ma non ci riesco.

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Intensità – 19

Non voglio che il tempo per me stessa sia tempo perso.
Mi spiego.
Quando sono molto stanca mi spengo; comincio a guardare webcomic online, a scorrere facebook, a leggiucchiare riviste e fumetti già letti e riletti. Scendo in uno stato di apatia, da spettatore passivo. Quando mi riprendo mi resta addosso l’orribile, untuosa sensazione di avere perso tempo. Non mi sento riposata né soddisfatta, anzi, divento nervosa e mi sale l’ansia di aver sprecato tempo prezioso in cui avrei potuto fare qualcosa di bello, utile, significativo.
Vivendo una vita intensa, quello che ora desidero è sperimentare un riposo attivo. Immergermi in attività che mi stimolino, che mi diano soddisfazione, gusto, piacere, soprattutto mentale. Di modo che una volta fatte io abbia la percezione di pienezza data dal sapere di avere ottenuto qualcosa da quel tempo, qualcosa di significativo. Anche di piccolo, certo, ma nel suo piccolo importante: riposo, conoscenza, divertimento.
Allora davvero potrò sentirmi riposata del riposo del giusto.

Intensità – 18

Ad un certo punto le mie priorità si confondono. E’ sempre così. Penso ad una cosa e ne perdo di vista due.
Ed il tempo per depilarmi, fare esercizo (che amo), prendermi cura di me? Sul serio è ridotto a passare un’ora su facebook a leggere cavolate e a due ore sul divano a guardare la tv? Sul serio la priorità è questa?
Voglio dire: il relax davanti ad un monitor ci sta; ma, e tutto il resto?
La morbida sensazione di una crema profumata sul corpo, dov’è finita? Perché me la nego sostenendo di non avere tempo?
Ho letto una battuta interessante: dire “non ho tempo” è la versione adulta di “il cane mi ha mangiato i compiti”.