Intensità – 26

A volte mi viene da pensare che sarebbe comodo sentire un po’ meno.
Un po’ meno emozioni, un po’ meno sentimenti, un po’ meno coinvolgimento emotivo. Vivere una vita meno intensa, più tiepida. Niente grandi sbalzi, niente caldo soffocante o freddo gelido, niente brividi e batticuori, niente patemi, ansie, paure.
Una vita tranquilla. Piatta. Senza andarsi a cercare sensazioni forti. Una vita ad accontentarsi.
Non fa per me.
Ogni tanto mi serve una pausa, certo: un attimo di quiete, di sospensione e riposo per tirare il fiato e recuperare energie.
Ma poi quelle energie le voglio spendere tutte. Tutte.

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Intensità – 25

Mi piace mettere in ordine; alzarmi, prendere abiti ed oggetti sparsi per casa, piegarli, chiuderli e rimetterli al loro posto. Mi dà un senso di serenità, mi calma. Rimetto ordine il soggiorno come fosse la mia vita.
A volte non ci vorrebbe poi tanto, a mantenere ordinato: invece di posare questa cosa lì, per terra, di buttarla malamente sul divano, invece di appoggiarla sul tavolo potrei fare tre metri in più, aprire un cassetto e riporla al suo posto.
A volte quei tre metri in più sembrano impossibili da superare. Ma come, è tutto il giorno che fatico e vuoi che vada fin là?!
Così le cose fuori posto si accumulano, fino a che tutto non mi pare un caos terribile ed ingestibile.
Allora mi alzo e prendo il primo di questi oggetti; lo pacifico e pacifico me stessa nel riportarlo dove deve stare. Poco alla volta la casa si calma, e anch’io. 
Un’altra piccola, piacevole fatica.

Intensità – 24

Quando sono così di corsa la tentazione di disobbedire è forte.
Penso: va be’, dai, sto facendo mille cose, un sacco di fatica; se anche indulgo un po’ nell’autogratificazione che sarà mai?! E la mia mano si allunga verso la birra, verso il mio sesso.
Eppure non riesco ad andare fino in fondo. Non mi va, mi si rivolta qualcosa dentro.
Assaggio, tocchiccio, ma poi mi fermo.
È un piacere sporco, rovinato dal senso di colpa, dalla consapevolezza della disobbedienza; mi lascia l’amaro in bocca.
Piuttosto, se il desiderio è intollerabile o giustificato, preferisco provare a chiederne il permesso.
Se anche arriva un no, l’attenzione ricevuta almeno un po’ mi placa.