Ghiaccio e cera

La cera calda scivola ad avvolgermi come un abbraccio.
Il piacere lambisce le propaggini del dolore.
Freddo, caldo; ghiaccio, cera.
Le sensazioni contrastanti mi riportano indietro col ricordo: ho già provato questo gioco di opposti, anni fa, in altri contesti, con altre persone, con molta meno esperienza. Sarà forse perché la mia soglia del dolore si è alzata, o perché questa candela ha un punto di fusione basso, ma il contrasto mi pare più lieve, ora; il gioco meno intenso.
Ma è gioco, è sensazione di dolorepiacere, è sentirmi oggetto di attenzioni, è bello. Mi attanaglia una struggente sensazione di malinconia, di nostalgia. Come sempre quando passa del tempo, parecchio tempo tra una sessione e l’altra, riparto dal timore: non tanto del dolore, ma del non riuscire a goderne. E dalla voglia, imperiosa, furente, di volerne molto di più.
Riapro gli occhi e sorrido al sorriso della mia Lady, al brillare dei suoi occhi mentre mi passa le unghie sulla pancia e mi cola cera sui capezzoli.

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