Quando ciò che è dentro esce fuori, anche l’anima si rovescia

Sangue, lacrime.

Quando questi liquidi scorrono vanno ascoltati; è anima che esce, che canta, che urla.

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Invasione

Quando arriva, non fa alcun preambolo, quasi non mi saluta. Mi si avvicina fino a starmi attaccato, mi tocca, mi respira addosso; mi infila le dita in bocca senza riguardo, spinge.
Mi entra dentro senza gentilezza, senza attenzione, non piano per non farmi male, ma in modo brutale: sfonda, si apre la sua strada dentro di me. Non solo o non tanto a livello fisico: quello che sento nel corpo è solo un mezzo, un tramite attraverso cui mi sfonda dentro, per aprirmi l’anima.

Mi sento invasa.
Sento che mi entra, che sfonda le mie barriere, distrugge le mie difese. Un’invasione devastante cui non riesco ad opporre resistenza; ogni argine viene superato, ogni barricata divelta.

In questa invasione boccheggio, incapace di trovare appiglio, travolta da una fisicità che non mi aspettavo, cui non ero abituata, che mi assale e mi sommerge in un gorgo di sensazioni che non riesco a comprendere né a controllare.

Apro la bocca e lo lascio entrare.
Apro l’anima e mi lascio invadere.

Fino alla paura.

Preziosa spazzatura

Non voglio buttarmi via.
Voglio qualcuno che mi butti via.

Non intendo andare con chicchessia solo perché sì, perché ho voglia, o perché ho bisogno di sentire certe sensazioni.
Voglio invece scegliere: affidarmi ad uno che mi getti nell’abisso, che mi stravolga, mi stracci, mi spezzi, mi accartocci e mi spinga via, a terra, per terra, con la faccia nel fango, lacerata e sporca, col corpo in frantumi e l’anima in scintille.
Qualcuno che mi butti via… e poi mi raccolga.

Essere la Sua preziosa spazzatura.

Pausa pranzo 

Pausa pranzo al parco. 

Sole caldo, aria frizzante, solitudine perfetta. Pomodorini e pensieri. Respiro: sto bene. 

Bonus: giro sull’altalena ^^ 

Dentro di me avrò 12 anni per sempre…