Sera

L’aria è fresca, tanto che appena scesa dell’autobus rabbrividisco, ma non metto la giacca: camminando mi scaldo e diventa estremamente piacevole.

Respiro a pieni polmoni: si sente che il mare non è distante.

Cammino, veloce, da sola. Respiro.

Silenzio, rumore di fondo, auto che passano, sole che tramonta.

È uno di quei momenti di transito: ho finito un lungo discorso, forte emotivamente, e tra poco sarò a cena con altre persone. In questo momento, sono sola; ricarico l’energia. Non penso: respiro e basta, sento la notte che arriva, mi godo il vento leggero.

Il mio cuore canta: fiducia, serenità, appartenenza e aspettative positive.

È un momento perfetto e io sono viva.

Crepuscolo

Guardo il cielo all’imbrunire, mentre torno a casa in auto: azzurro che vira al blu che vira al nero, nuvole che tagliano l’orizzonte con lame buie; chiazze di notte che macchiano il crepuscolo. Timide stelle fanno capolino e subito si nascondono in mezzo alle nubi. Profili di città e montagne ciclopiche si stagliano nere contro l’orizzonte, crollano e si ricostituiscono al soffio di venti lontani: cumulonembi ingannevoli e cupi ridisegnano il mondo. Le luci delle metropoli si rivolgono al cielo sfidandolo, dipingendo le nubi di sfumature purpuree, tramutandole in una sanguinolenta, opprimente, inquietante presenza che incombe sul mondo.

Fiotti di emozione mi si agitano dentro, me così piccola sotto questa volta infinita.

Nell’osservare questo spettacolo immenso e mutevole, la grandiosità del cielo è tale che mi bagno.