Doppia natura

Entra e abbasso lo sguardo. Vorrei guardarlo, ridacchio, non so come muovermi. Alzo gli occhi, li riabbasso subito. Sposto il peso da un piede all’altro, ridacchio ancora. Richiudo la porta, prendo la sua giacca e la appendo.
Lui mi si avvicina, io guardo per terra, mi mordo un dito, non so bene cosa fare, cosa dire; devo fare o dire qualcosa? Ma cosa? Inizio a sentire una specie di panico: ho paura di sbagliare, di essere stupida, o sbagliata, o deludente.
Alza le mani e mi tocca, mi carezza la testa, una carezza decisa; mi prende per i capelli, mi fa abbassare. Piego le ginocchia e vado giù. I pensieri iniziano a dipanarsi, il rumore lascia spazio al silenzio. Le sue mani sanno cosa fare e me lo fanno fare. Mi si appoggia addosso, sopra: resto incastrata tra le sue gambe, sento il suo calore, la sua presenza, le sue mani che ancora mi toccano i capelli.
Mi spinge più giù. Mi prostro tra le sue gambe. Respiro dalla bocca semichiusa, ascolto la sua voce, sento il suo tocco; la mente si svuota, la tensione inizia a sciogliersi.
Mi alza la gonna e mi passa le mani sul culo.
Ed ecco che la tensione che avevo scompare e viene sostituita da un’altra tensione, diversa. Tutti i miei sensi vanno all’erta: sono qui, sono adesso, lui mi è addosso: sono per lui.
Il suo tocco trasmette possesso.
Mi tocca come si fa con una cosa che si apprezza con le mani: divento consistenza, carne, gioco, bimba, cagna.

Mi accarezza, mi colpisce.
Mi blandisce, mi insulta.
Mi consola, mi schiaffeggia.
Mi coccola, mi umilia.
Mi protegge, mi abusa.
Mi considera, mi usa.

Mi spinge via e rotolo sul divano, fradicia, il suo sapore in bocca, gli occhi chiusi per non guardarlo, usata, felice, tremante.
Sono una piccola cosa timorosa e indifesa, e sono una cagna masochista e vogliosa.
Mi vergogno e anelo.
Chiedo pietà e ne voglio ancora.
Dico no ed esprimo sì.

Non posso decidere. Non posso scegliere. Sono entrambe.

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Biancheria

Da adolescente, leggendo Ossessione di Stephen King, trovai un passaggio illuminante: il protagonista, nel suo delirio, mentre tiene in ostaggio la sua classe, ricorda di quando, tempo prima, avesse per un attimo visto le mutandine della prima della classe: erano bianche. Segno (diceva il testo) che era inequivocabilmente una brava ragazza.
In quel momento, decisi che non avrei mai più indossato slip bianchi, ma solo e sempre biancheria nera. Perché non ero – non volevo essere – quella che si definiva una “brava ragazza”.
E così feci. Il mio cassetto della biancheria è tuttora colmo solo di slip neri.

Mentre infilo quelle mutandine rosa, col bordino bordeaux e un decoro a cuore sul davanti, sento la faccia che mi si scalda, arrossendo.
Getto un’occhiata nello specchio ma quasi non vorrei.
Sono proprio rosa.
Abbasso la canotta (nera) e tiro su i jeans (neri). Cerco di non pensarci, eppure ho stampato in faccia un sorriso imbarazzato e colpevole, come se avessi appena rubato una cosa molto bella e buona. Mi vergogno come un ladro. Infilo gli anfibi e inizio a dimenticare. Sono solo degli slip. Basta non pensarci. No?
Ore dopo, mi chiede: “Allora, hai messo quelle mutandine rosa?”
Io avvampo e annuisco. Mi slaccio i jeans, li abbasso e le mutandine sono lì; e sono sempre terribilmente rosa.

Quando le sue dita mi toccano, spostando lo slip, giro la testa di lato e mi copro gli occhi con le mani per nascondermi, travolta dalla vergogna. Sono rovente.
E fradicia.

Pausa pranzo 

Pausa pranzo al parco. 

Sole caldo, aria frizzante, solitudine perfetta. Pomodorini e pensieri. Respiro: sto bene. 

Bonus: giro sull’altalena ^^ 

Dentro di me avrò 12 anni per sempre… 

Regressione

Quando sono da Loro, improvvisamente regredisco ad un’età pre-puberale.
Divento piccola e deficiente, capricciosa e sciocca. Faccio le faccine offese, metto il broncio… insomma agisco a metà tra una bambina di 5 anni e una ragazzina di 12. Divento quasi incapace di ragionare in modo adulto e razionale, di relazionarmi in modo maturo: mi offendo (o faccio l’offesa) e divento permalosa. Ancora di più: non faccio più niente; divento estremamente passiva ed aspetto che mi venga detto cosa fare, o che mi vengano fatte cose.
Una parte di me grida vendetta. Ma come! Sono una persona adulta, intelligente, capace, e mi comporto come un’assoluta scema inetta.
Un’altra parte di me ride, pazzamente divertita dal fare la cretina, dal dire battute imbecilli e venire guardata male. Mi piace fare i capriccini e parlare in modo lamentoso.
In ogni caso, non riesco ad impedirmelo.
Certo, se mi viene affidato un compito od un lavoro che richieda le mie competenze di adulta lo faccio; ma è un momento circoscritto. Preferisco essere piccola (fingere di esserlo).
E’ come se, arrivando da Loro, mi togliessi di dosso la me stessa matura, come fosse un soprabito ingombrante e scomodo; lo ripongo nell’armadio in ingresso e posso finalmente scorazzare come la bimba che sono, dentro. Posso giocare, ed essere il Loro giocattolo, senza pensieri. Quando me ne vado, mi rimetto il soprabito – e in qualche modo è meno faticoso da indossare.

34

Quando sarò più vecchia (quando sarò grande?), potrò sempre essere piccola?
Certo non crescerò mai di un altro centimetro oltre i miei 153.
Ma io adoro sentirmi piccola; sentirmi bambina, ragazzina; sentirmi sovrastata da un Padrone più grande di me in ogni senso, anche anagrafico. Non mi piace fare la bambolina leziosa, se no cercherei una relazione Daddy/babygirl, ma che ami sentirmi piccina è indubbio.
E quando di anni ne avrò molti di più? Avrò più rughe, più segni del tempo. Sarà difficile, allora, passare per piccola, anche ai miei occhi. Ma dubito che cambierò disposizione d’animo, dubito che mi passerà il desiderio che ho dentro di essere resa piccola e dominata.
Non so se mi converrebbe magari curare moltissimo il mio aspetto, per arrivare ai 50 con un corpo da ragazza; non so, perché comunque il viso direbbe la verità. E inorridisco all’idea di rincorrere una giovinezza falsa, artificiosa, fatta di chirurgia estetica e botulini.

Probabilmente la cosa migliore da fare sarà vivere e vivermi con sincerità ed onestà, adattandomi al mio avanzare di età, sperando che il mio animo possa sempre sopperire a quanto mi manca o mancherà in estetica.

Intanto, festeggio un felice compleanno. :)