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Tag: delirio

  • Dune

    Sono stata al cinema, dopo quasi due anni, e già solo questo è stata un’emozione notevole.
    Il film è molto epico e molto bello, io di base amo Dune, quindi grande soddisfazione e grandi emozioni.
    Ma soprattutto, la colonna sonora è un vero e proprio personaggio: la musica non solo accompagna ma si impone, domina lo schermo e l’esperienza di chi guarda, imprimendo con forza il proprio afflato e sottolineando gli avvenimenti, dando loro maggiore significato e una portata più ampia.

    Mentre mi lasciavo trascinare dalle emozioni suscitate dal film ho riconosciuto in quel trasporto una forma più leggera, meno intima ma comunque percettibile, di quello che sento in sessione.

    Una sensazione che avvolge il corpo – per l’esperienza immersiva di essere in un luogo altro, buio, circondata da suoni e immagini non comuni – e che quindi avvolge la mente, che non può fare altro se non lasciarsi travolgere da quanto avviene in quel momento ed in quel modo.

    Ovviamente una similitudine del genere può realizzarsi solo con un film adatto. Se guardo un film Marvel col cavolo che succede uguale; magari per qualcun altro può accadere, ognuno ha il suo, ma per me serve qualcosa di più potente. E’ successo con Dune di Denis Villeneuve, con la sua fotografia immensa e cupa, i grigi e gli ocra, le strutture opprimenti e questa musica potentissima, imponente, che toglie il respiro.

    Così, mentre mi godevo il film, un pensiero altro si è fatto strada in me. Il mio obiettivo, quindi, è comprare la colonna sonora e fare sessione con essa in sottofondo.

    Per aggiungere potenza a potenza e farmi trascinare via, ancora di più.

  • La me stessa forte (delirio)

    Quando mi trovo vicino a qualcuno che si trova in un momento di debolezza – qualcuno triste, arrabbiato, spaventato, intimorito – allora divento d’improvviso calma, focalizzata, forte.
    Tutto mi si dipana davanti con chiarezza. Ogni difficoltà diventa perfettamente affrontabile; nulla mi è più precluso. Di colpo mi sento invincibile, capace di tutto. Divento supportiva, sicura di me. Cerco di infondere coraggio, ottimismo; sdrammatizzo senza fatica le stesse cose che, quando sono debole, mi massacrano. Minimizzo i problemi, dò buoni consigli che io in prima persona non saprei seguire.
    Smetto magicamente di avere paura.
    Per aiutare chi ho vicino, salterei nel fuoco. Mi prendo in carico la paura degli altri, scartando la mia.

    Sembro non credere di meritare quanto meritano gli altri.
    Per me stessa non riesco ad essere forte, a volte non voglio; ma datemi qualcuno da difendere, e diventerò un leone.
    Mi assumo il compito – non richiesto – di salvare o risolvere la vita a chi mi è accanto. In questo modo mi ritrovo invischiata in responsabilità che non mi competono affatto, e il mio senso di forza – il mio delirio di potenza – finisce sprecato. Torno a precipitare nell’autocommiserazione perché non riesco a gestire una cosa ingestibile, una vita altrui.

    Ho energie nascoste che rimangono precluse a me stessa, che faccio esplodere a caso attorno a me, che investo in modo cieco.
    Davvero ho bisogno di maggiore consapevolezza di me.