Cuscinetto

Pensieri, parole, opere; omissioni, forse.
Rivedo tutto, ripenso tutto: ma lì avrei potuto, là avrei dovuto, quella volta se avessi.
Poi libero la mente, abbandono i dubbi, i se: è andata così, ed è stato bello. Mi cullo nei ricordi.

Lascio che passi un po’ di tempo, che ci sia un cuscinetto di altri pensieri, altre parole, altre opere.
Ascolto, mi ascolto, navigo; rifletto. Mi commuovo, anche. Ogni tanto alzo lo sguardo ad un’idea di futuro, ma non troppo spesso.
Non posso, non voglio avere fretta – c’è anche la vita di mezzo.

Richiudo gli occhi, mi appoggio di nuovo.
Il cuscinetto ancora non è abbastanza soffice.

Intensità – 03

Ho sempre la sensazione di subire gli eventi, che le cose accadano senza che io possa porvi non dico freno, ma argine. Vengo travolta dagli avvenimenti (o così credo) e piagnucolo contro il destino cinico e baro.
Invece non è così.
Io scelgo. Io decido.
Io agisco per determinare il mio futuro.
Non è vero che sono stanca; non è vero che non sono capace; non è vero che non ne ho voglia. Posso. Riesco. Non è vero che non ho tempo. Il tempo lo trovo, il tempo è solo una scusa. Quanto tempo perdo su facebook, su internet? Ecco.
Quindi ora io scelgo di prendermi il mio tempo, quello per me. Di fare ciò che amo fare, invece che fissare un monitor e farmi venire la sindrome del tunnel carpale col mouse.
Scelgo di andare oltre la stanchezza, le idee di inadeguatezza, i sensi di colpa, le lamentele a vuoto, i piagnistei. E’ vero: ho un sacco di lavoro da fare e devo cambiare delle abitudini. Ma lo posso fare.