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Tag: desiderio

  • Io ho troppa fame

    Ho troppa fame
    troppi desideri
    e questi desideri mi
    s c a v a n o
    dentro
    mi consumano
    Se non vengono soddisfatti
    mi mangiano
    pezzo a pezzo
    e io mangio tutto il cibo che trovo
    per riempire questo vuoto dentro di me
    il vuoto della caverna
    scavata dal mio desiderare insoddisfatto

    Ci provo
    Ci provo a non farmi aspettative
    a divenire ricettiva, pacata
    ad attendere ciò che verrà senza proiettarmi in avanti
    Giuro che ci provo
    ma è più forte di me
    Anelo
    mi getto sul banchetto coi denti snudati, avida
    sbavando
    una leonessa fuori controllo
    Voglio, voglio, VOGLIO

    E più voglio
    meno ottengo.
    La mia soddisfazione si allontana sempre più dalla mia portata
    L’albero ritrae i suoi rami
    e ride della mia fame

    O imparo davvero, dolore dopo dolore, insoddisfazione dopo insoddisfazione, a sopire questo mio desiderare incontrollato, vorace, a lasciarlo a cuccia, oppure impazzirò.
    Ma ogni volta che ottengo, invece, ciò che desidero, ogni volta che mi viene concesso, la FAME si risveglia rinnovata, feroce, insaziabile, crudele; e non smetterei più.
    Torna a dominarmi, incontrastata, la Voglia.

  • Proiezione

    Mattina  prima della festa; mi viene dato incarico di visionare, scegliere e masterizzare dei video sm da proiettare nel corso della serata. Mi metto al pc e spulcio hard disk e dvd.
    Naturalmente, non ho il permesso di toccarmi, ma mi sento forte; tanto, penso, i video sadomaso raramente mi eccitano. Mi sembrano sempre strani, stonati; anche se anche io faccio cose simili, vederle dall’esterno in qualche modo non mi torna.
    Vedo questo filmato: una ragazza viene legata a gambe larghe su una sedia sadoginecologica; la frustano un po’, e vabbé; poi le spalmano sulla figa una pasta giallastra. Metto l’audio per capire cos’è, visto che la Mistress lo spiega, ma parlano americano stretto e non capisco nulla. Intuisco comunque che si tratta di qualcosa di estremamente irritante. La Mistress la spalma coi guanti.
    Poi, per cinque lunghissimi minuti questa ragazza urla, si contrae e implora.
    Non succede niente, all’apparenza. Ma è chiaro che le brucia da impazzire. Piange, grida e si scuote nei lacci. Ed io la guardo. La guardo e mi proietto in lei. Immagino, sento la sofferenza di essere immobilizzata e non poter fare nulla per impedire un dolore atroce che si ha addosso.
    E mi bagno.
    Infine la puliscono e le mettono del ghiaccio; il trucco le cola con le lacrime. Mi allontano dal monitor barcollando, un desiderio oscuro in mezzo alle gambe.
    Penso al terrore che ho dei film dell’orrore tipo Saw, in cui i poveracci di turno vengono costretti in situazioni di tortura senza uscita; non li voglio vedere perché è la cosa che mi angoscia di più. Ed ora ho l’impressione di avere scavalcato quel terrore, ora che l’ho visto in versione non horror ma sadomaso. Ora che mi è stato mostrato nella sua versione sessuale. Ora l’angoscia si è trasformata in desiderio, l’irrazionale nodo allo stomaco mi si è spostato più in basso.

    E adesso è sera e non vedo l’ora di essere alla festa; l’oscuro desiderio che ho annidato tra le gambe è affamato e mi tira verso l’abisso.

  • Il leone

    E posso certo dirti che dimenticherò il significato del verbo “volere” quando sono in ruolo. E’ un gioco che ci sta, un abbandono sereno a una volontà altra dalla mia. Sono qui per questo.

    Ma dentro di me, non lo dimenticherò mai.
    Ho faticato tanto per conquistarmelo, per guadagnare a me stessa il diritto di dire “io voglio”; ho pianto, urlato; ho creduto davvero di non avere diritto di volere nulla, che i miei desideri fossero merda, che il solo fatto di desiderare qualcosa per me stessa fosse un atto infame che rovinava la vita delle persone attorno a me. Ho sudato e gridato e sanguinato per riappropiarmi della consapevolezza che desiderare non è un male assoluto; che anche io ho diritto di volere qualcosa. E non sto parlando di capricci.
    Ed è anche grazie a questo se ora sono qui dove sono, ai tuoi piedi. Perché lo voglio.