Mi fido

Arrivati quasi al passante ammetto la mia stanchezza: il rientro è lungo e quasi non abbiamo dormito. Svolto in un autogrill e ci scambiamo alla guida. Metti su i Dead Can Dance perché ti concentri, dici.

Io appoggio la testa allo schienale. L’auto parte. Sei tornato tu alla guida della tua auto, che conosci meglio di me. Sento l’accelerazione nello stomaco, spingi a tavoletta sull’autostrada quasi vuota di questa domenica sera. Alzi il volume e quella musica corale, immensa, riempie l’abitacolo.

Sento la velocità, il sobbalzare degli ammortizzatori. Chiudo gli occhi e lascio che la musica mi riempia: campane, cori, bassi che mi fanno vibrare i visceri. La strada scorre sotto di noi e mi abbandono al riposo.

Non ho paura; mi lascio andare, lascio che sia tu a guidare, a portarmi. Mi sento al sicuro. Mi fido di te.

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