Forced orgasm

L’orgasmo forzato è una terribile, meravigliosa tortura.

Sembra stupendo, no? Come può essere una tortura una cosa favolosa come un orgasmo? Eppure.

Dopo avere goduto il corpo trema, desidera un po’ di tranquillità per assaporare il piacere provato; il clitoride ancora duro, sensibile, le labbra gonfie, l’interno che si contrae, il liquido denso che cola: dopo il primo orgasmo la figa si aspetta riposo. Dopo averne provati altri, inizia a chiedere tregua. Ad un certo punto, implora pietà.

Urlo che è troppo, vorrei che smettesse, che mi lasciasse stare: ho goduto, davvero, tanto, sono a posto. No, non è vero che sono a posto: la verità è che non ne posso più.

La vibrazione continua mi devasta. Sento tremare persino le ossa del bacino. Il clitoride, pure esausto, non riesce a smettere di godere, non diventa insensibile, anzi, diventa sempre più sensibile e mi fa impazzire. Mi sento pulsare e contrarre a vuoto, e ogni contrazione aumenta l’intensità dell’orgasmo, finché non faccio che urlare e sbavare, gli occhi girati all’indietro, la lingua di fuori. Mi aggrappo al bordo del letto, cerco persino di scappare, di sottrarmi a quell’aggeggio infernale che vibra, vibra e mi scuote fino nelle viscere. E intanto godo, senza scampo.

Sono solo corpo, solo fluidi che colano: il cervello è obliterato dal sentire continuo, intenso, inesorabile e devastante.

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Descrivere

Altre volte, durante il gioco assaporavo una sensazione e immediatamente la descrivevo. Nella mia mente si formavano da sole le parole per descrivere poi, in un post, quello che stavo provando. 

Stavolta, no. 

Ci ho anche provato, per un attimo; ma subito l’intensità del gioco mi ha trascinato via. Non ho potuto pensarlo, solo sentirlo. 

Ed ora non ho le parole per descriverlo. Ma solo una calda sensazione che mi culla, e il dolore residuo che mi accompagna palpitante. 

Intensità – 26

A volte mi viene da pensare che sarebbe comodo sentire un po’ meno.
Un po’ meno emozioni, un po’ meno sentimenti, un po’ meno coinvolgimento emotivo. Vivere una vita meno intensa, più tiepida. Niente grandi sbalzi, niente caldo soffocante o freddo gelido, niente brividi e batticuori, niente patemi, ansie, paure.
Una vita tranquilla. Piatta. Senza andarsi a cercare sensazioni forti. Una vita ad accontentarsi.
Non fa per me.
Ogni tanto mi serve una pausa, certo: un attimo di quiete, di sospensione e riposo per tirare il fiato e recuperare energie.
Ma poi quelle energie le voglio spendere tutte. Tutte.