Lascio questa risposta (anche se so, e lo so, che i troll non andrebbero alimentati):
Nessuno di noi banalizza il dolore. Anzi.
Facciamo un distinguo: il dolore è diverso dalla sofferenza. Quest’ultima appesantisce l’anima, e nessuno si sognerebbe nè di ricercarla, nè di incensarla. Il dolore fisico è una sensazione, e può stimolare endorfine.
Anche noi non siamo felici di sbattere il mignolino del piede contro il bordo della vasca da bagno. E’ altro il dolore che ci piace e che ricerchiamo, e ci piace perchè viene dosato, donato da una persona che abbiamo scelto, e trasformato in piacere.
Non lo comprendi? Non puoi comprenderlo? Non importa: prendi quest’affermazione come valida, per quella che è: la testimonianza di una persona che comprende.
Non nego, bada, che nel mondo del bdsm ci siano dei furboni, maschi e femmine, che sfruttano il ruolo di padrone/a per approfittarsi di altri; ma persone così ci sono in ogni consesso umano.
Meglio allora un masochismo fisico esplicito, consapevole e consensuale, che un masochismo emotivo inconsapevole sfruttato da persone senza cuore nè scrupoli. Vale ugualmente per la sua controparte: meglio un sadismo compreso, accettato e donato a chi lo vuole, che un sadismo inconscio, crudele e sfogato su vittime innocenti.
Andare in blog altrui di cui non condividi la visione per lasciare commenti sprezzanti: a che pro? Vivi e lascia vivere, o se preferisci, non ti curar di lor ma guarda e passa.
Nessuno ti obbliga. Fare commenti gratuiti a cosa ti serve? A gratificare il tuo ego? A sentirti superiore? E’ un atteggiamento infantile. Nessuno ti impone di comprendere nè tantomeno di condividere.
Ma il buon senso dell’essere educato, dovrebbe essere lampante a chiunque.
Se mi capita di visitare un blog che ritengo, secondo il mio personale gusto, obbrobrioso per contenuti, grafica o idee del blogger, non mi arrogo mai il diritto di considerare il mio gusto assoluto: passo semplicemente oltre. Magari tra me e me ridacchio, o scuoto la testa, ma non vado a dare fastidio a casa d’altri.

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