Disordini dei sensi nascosti

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Cosa porta le persone a fare casini inenarrabili?
Reagire in modo sproporzionato, sottostimare, sovrastimare, creare narrazioni al punto di incasinarsi e incasinare il prossimo fino a livelli improponibili, anche quando tutte le premesse sarebbero state favorevoli; evitare, soprattutto evitare, con tutte le nostre forze: evitare discorsi, evitare emozioni, evitare verità. Omettere fino a scomparire.

C’è un disordine dentro ognuno di noi.
Per quanto siamo equilibrati – e lo siamo anche, abbiamo una vita regolare, il lavoro, la casa eccetera – abbiamo una confusione interna, sottile, che ci pervade. Per quanto con i nostri sensi comprendiamo il mondo in modo del tutto corretto, abbiamo dentro di noi dei sensi nascosti che si perdono, che interpretano quel mondo in modo arbitrario.
Reagiamo in modi automatici, leggiamo motivazioni sottese laddove non ci sono, non domandiamo spiegazioni, non cerchiamo soluzioni ma scivoliamo in quelle che ci suggeriscono i nostri sensi nascosti, i nostri automatismi, i nostri schemi, i nostri meccanismi appresi.
Saltiamo alle conclusioni, omettiamo informazioni fondamentali, evitiamo di affrontare anche la realtà più rassicurante.
E ci incasiniamo.

I disordini di questi sensi nascosti creano disordine nel nostro mondo, nelle relazioni, nei rapporti, nella comprensione dell’altro. Poi un giorno apriamo gli occhi e ci accorgiamo del casino, e non abbiamo idea di come abbiamo fatto ad arrivare fin lì. Come abbiamo fatto a incasinare così tanto le cose? Ma anche: come siamo sopravvissuti?!

E’ durissima anche aprire gli occhi ed accorgersene, a volte. Succede che te ne facciano accorgere gli altri, o le conseguenze. Quindi già accorgersene è tanto. Ma la svolta è capirlo.

Imparare ad ascoltare il disordine dei sensi nascosti.

Riordinarli è impossibile: si sono sviluppati così, o forse ci siamo nati; ormai sono convoluti e districarli non è fattibile. Ma quello che possiamo fare è conoscerli. Capire come funzionano, quali automatismi attivano, a quali casini ci conducono. Ascoltare cosa ci dicono di noi per poter rispondere: no, non così. No, non è vero. No, invece no.
Opporsi con gentilezza, con dolcezza: i sensi nascosti cercano di proteggerci dal male, ma si perdono nel loro disordine, creando spesso altro male. Bisogna fermarsi, fermarli, capire e dire:

sì, sto male
no, non è colpa mia
sì, ho diritto di stare male
no, non faremo male a chi vogliamo bene
sì, posso essere responsabile (non colpevole)
no, non merito di stare male
sì, posso rimediare
no, non devo espiare

 

Dei disordini dei sensi nascosti parla Oliver Sacks nel suo libro L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello. Da neuropsichiatra, intende quei disturbi che attengono alla memoria, al riconoscimento, alla coordinazione spaziale: i sensi nascosti sono quelli che elaborano le immagini che arrivano al cervello dai sensi primari.
Qui, è una licenza poetica.

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