Coi tuoi occhi

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Ho un brutto rapporto col cibo e con l’idea stessa di ingrassare. In termini odierni ho una forte grassofobia interiorizzata. Sono sovrappeso e lo vivo molto male, ma allo stesso tempo il cibo è un rifugio e uno sfogo, quindi si ingenera un circolo vizioso.

Ricordo che a 11 anni fantasticavo di trovare la lampada di Aladino e studiavo quali desideri esprimere per ottenere il massimo con sole tre possibilità, e ricordo chiaramente che uno dei tre era sempre “restare per sempre 38 kg a prescindere da quanto mangi”.
Ricordo anche perfettamente che a 13 anni mi sentivo orribile perché ero arrivata a pesare 46 kg.
A posteriori, ragionando con lucidità, per quanto sicuramente non potessi essere molto alta, dubito che a 13 anni chiunque pesi 46 chili possa dirsi obeso. Forse a 5 anni. Ma a 13, alta più o meno un metro e mezzo (come adesso), direi che ero ampiamente in peso forma.
Più o meno in quel periodo ho preso a mangiare di nascosto e compulsivamente, così ho realizzato la mia paura di essere grassa. Una paura che non era mia, in realtà, ma di mia madre, che ho ereditato dalla sua ansia e dai suoi comportamenti.

Così, mi trascino addosso una sensazione di disprezzo per il mio aspetto fisico come fosse una condanna.

E poi tu mi fai delle foto. Foto in cui sono legata, nuda, a terra o appesa; in cui le corde mi stringono la carne, anzi: la ciccia. La corda stringe, il rotolo straborda. Osservo queste immagini e ho un moto di ribrezzo verso me stessa. Eppure, contemporaneamente, mi vedo bella. Nonostante veda il mio sovrappeso sovraesposto, vedo anche altro.

Mi vedo coi tuoi occhi.

Vedo l’abbandono, il dolore, il piacere, tutte le sensazioni dipinte sulla mia carne. Torno a quell’istante, a ciò che sentivo da dentro e lo vedo rappresentato all’esterno. La tua foto, il tuo sguardo lo rivela.

Allora riesco ad andare oltre all’apparenza, al dispiacere di vedermi con un aspetto che mi hanno educata a percepire come brutto, e a vedere anche io la mia anima denudata e felice in quella carne sofferente.

Attraverso i tuoi occhi, riesco a vedermi.

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