Estrovertitudine

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Poi invece in alcune situazioni sociali navigo sorprendentemente bene.

Capita quando sono serena; allora anche i momenti di straniamento non mi sfasano, ma ci passo attraverso e ritorno nella realtà condivisa un solo passo più in là. Affronto il timore della socialità con coraggio, parlo, mi confronto con gli altri.

Se sono in un gruppo in cui mi sento accolta, in cui so di poter mostrare ogni lato di me stessa, mi tranquillizzo. Perdo la paura del giudizio e mi apro. Mi integro, ascolto, mi racconto.

Succede così al Munch Magnagatti.

Tutti sono in uno stato d’animo curioso, aperto, desideroso di confrontarsi: lo si può quasi percepire nell’aria. Mi lascio trasportare da questa atmosfera. Il cibo è buono e la compagnia ottima.

Mi accorgo allora di non essere sola. Le mie esperienze non accadono né sono accadute in un vuoto: anche se non lo sapevo, sono condivise, simili, mi collegano ad altre persone. Quello che ho da dire viene ascoltato, quello che dicono gli altri lo ascolto e me ne abbevero. Non smetto mai di imparare.

Ci sono persone a me affini, che mi fanno sentire capita nel mio sentire. E persone così diverse che è una crescita già solo poterle ascoltare. Nessuno detiene la Verità, ma ognuno si porta a casa una piccola verità, la propria, germogliata nella condivisione.

Rientro a casa alle due e mezzo del mattino sorridente e felice.

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