Provocare

Sempre ripensando al mio considerarmi una persona remissiva, mi sono tornati alla memoria ricordi delle scuole medie.
All’epoca, adoravo provocare due mie compagne di classe. Non proprio un comportamento sottomesso, ripensandoci…
Una delle due era mora e riccia, con un carattere molto forte; quando eravamo in banco insieme, non vista le pungevo il sedere col compasso. Ovviamente mi sfamava subito e mi saltava su, insultandomi e picchiandomi (in modo scherzoso, s’intende; era una specie di gioco). Penso che a lei piacesse maltrattarmi tanto quanto a me piaceva essere maltrattata.
L’altra era rossa con gli occhi verdi, e ne ero davvero innamorata. Lei odiava gli omosessuali, li considerava malati; io ci provavo esplicitamente e la toccavo, e lei mi saltava su. Infine però smisi, perché il suo respingermi mi faceva male più che divertirmi.
Anche la prima mi piaceva tanto, ma avevamo un rapporto più… Dom/sub. E la provocavo il più possibile.
Adesso, invece, non mi salta in mente di provocare per farmi malmenare. Strano; sarò cambiata, o lo faccio ma in modo più sottile? Forse, mi pare ormai un modo troppo grezzo, grossolano, di ottenere ciò che desidero. Ora, so che posso concordare queste cose, senza usare trucchetti per far fare agli altri quello che voglio che mi facciano.

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