Quando ciò che è dentro esce fuori, anche l’anima si rovescia

Sangue, lacrime.

Quando questi liquidi scorrono vanno ascoltati; è anima che esce, che canta, che urla.

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Complemento di luogo

Scorro il feed di Facebook del mio profilo vanilla e trovo un post carino di un’amica che propone un gioco: “Scrivi nei commenti ‘per Natale vorrei’ e poi completa la frase con la parola centrale suggerita dal completamento automatico del tuo telefono”. 

Seguono commenti sgrammaticati, buffi. Sorrido e decido di partecipare. Il mio telefono così suggerisce riferimenti a cene di lavoro, a clienti e… “a Mestre”. 

Non posso evitare che mi salti il cuore nel petto, ed osservo quelle parole con uno strano senso di emozione, nostalgia, desiderio e con un mezzo sorriso sulle labbra. 
Resto col dito a mezz’aria, titubante se pubblicare il commento, come se il solo nome del luogo potesse in qualche modo essere rivelatorio per tutti di ciò che significa per me. 

10 anni dopo

​Decido di passarci perché sono in vacanza lì vicino; decido di passarci per vedere se c’è ancora, e per ricordare. C’è. Un tuffo al cuore. 

Mi ricordo ancora tutto, nei dettagli. 

Le prime esperienze di bdsm, di play party, di cosa significa comunità. Un gruppo di gente che faceva casino, soprattutto, che rideva e mangiava insieme (il famoso sm: se magna). 

Brividi, o, come si dice oggi, #feels. 

Tanti ricordi di tante sensazioni, grida, lacrime, risate, ma soprattutto persone, anche chi non c’è più (ciao Geo). 

In questo mare di fine stagione che era quello di Amici Miei, mi lascio andare ai ricordi. 

Intensità – 26

A volte mi viene da pensare che sarebbe comodo sentire un po’ meno.
Un po’ meno emozioni, un po’ meno sentimenti, un po’ meno coinvolgimento emotivo. Vivere una vita meno intensa, più tiepida. Niente grandi sbalzi, niente caldo soffocante o freddo gelido, niente brividi e batticuori, niente patemi, ansie, paure.
Una vita tranquilla. Piatta. Senza andarsi a cercare sensazioni forti. Una vita ad accontentarsi.
Non fa per me.
Ogni tanto mi serve una pausa, certo: un attimo di quiete, di sospensione e riposo per tirare il fiato e recuperare energie.
Ma poi quelle energie le voglio spendere tutte. Tutte.