Vacanze al mare

Cervia, settembre. Spiaggia, sole e vento forte.

Quando sono in spiaggia con il vento, di colpo sono di nuovo quella bambina di 12 anni in vacanza al mare coi genitori; quella che, nel torpore indotto dal sole, sotto la carezza del vento, immaginava situazioni e storie erotiche se non proprio pornografiche, con indizi di un bdsm che ancora non aveva un nome, e si bagnava fino ad avere il costumino fradicio.

La sensazione del vento che mi batte sulla pelle è come essere accarezzata con forza da grandi mani maschili. Mi sento toccata, afferrata e massaggiata tutta, tutta insieme.
Allora mi sorgono immagini, fantasie e ricordi, che mi fanno avere altri brividi, più profondi ed intimi, oltre a quelli del vento che mi increspa la pelle.

Sono sempre stata fisica, vogliosa, affamata; ma mi hanno insegnato che era sbagliato e sporco. Ed io di questa sensazione di sporco ho fatto ulteriore fisicità, diventando masochista e sottomessa, amante dell’umiliazione e della vergogna come viatico di eccitazione.

Amo il vento forte, il getto violento dell’acqua, l’impatto delle fruste, le carezze a mano piena che mi stringono la carne.
Amo il tocco deciso di chi si appropria di me.

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Io ho troppa fame

Ho troppa fame
troppi desideri
e questi desideri mi
s c a v a n o
dentro
mi consumano
Se non vengono soddisfatti
mi mangiano
pezzo a pezzo
e io mangio tutto il cibo che trovo
per riempire questo vuoto dentro di me
il vuoto della caverna
scavata dal mio desiderare insoddisfatto

Ci provo
Ci provo a non farmi aspettative
a divenire ricettiva, pacata
ad attendere ciò che verrà senza proiettarmi in avanti
Giuro che ci provo
ma è più forte di me
Anelo
mi getto sul banchetto coi denti snudati, avida
sbavando
una leonessa fuori controllo
Voglio, voglio, VOGLIO

E più voglio
meno ottengo.
La mia soddisfazione si allontana sempre più dalla mia portata
L’albero ritrae i suoi rami
e ride della mia fame

O imparo davvero, dolore dopo dolore, insoddisfazione dopo insoddisfazione, a sopire questo mio desiderare incontrollato, vorace, a lasciarlo a cuccia, oppure impazzirò.
Ma ogni volta che ottengo, invece, ciò che desidero, ogni volta che mi viene concesso, la FAME si risveglia rinnovata, feroce, insaziabile, crudele; e non smetterei più.
Torna a dominarmi, incontrastata, la Voglia.