Attendere senza aspettare

Il non andare in panico dopo che non sento il Padrone per un po’ di tempo. Essere in Sua attesa ma senza l’ansia di aspettarLo ogni minuto che passa.
Fino a poco tempo fa temevo di essere in ignore dopo pochissimo e andavo subito giù di testa – e talvolta capita ancora. Le vecchie (cattive) abitudini son difficili da abbandonare. E’ stato (è) difficile per me imparare a capire che Lui ha i Suoi tempi e che non sono a servizio dei miei; che risponde ai messaggi se/quando gradisce farlo; sembra banale, ma non mi entrava in testa che non posso essere io a pretendere che risponda all’istante e a sentirmi subito abbandonata. Così facendo diventa un dominare dal basso, un battere i piedi capricciosamente, fare ricatti emotivi e, infine, non essere sottomessa alla Sua volontà. Anche se fatto in modo inconsapevole.
E’ faticoso accettare l’educazione e la disciplina ricevute, poiché ho un carattere forte. Ho sempre creduto di essere una persona remissiva e debole, però, e credendo a questa immagine di me stessa non ero nemmeno consapevole di essere invece passivo-aggressiva e feroce nel difendere le mie posizioni e le mie voglie.
La mia fortuna è che il mio Padrone non cede di un millimetro davanti a simili situazioni. Mi educa con il Suo essere imperturbabile, che mi obbliga ad affrontare le mie mancanze e trovare nuova consapevolezza.

Si tratta per me alla fine di avere maggiore fiducia nel Padrone.
Fidarmi che non mi squarti mentre mi frusta è banale (anche se importante), è facile, perché è una cosa pratica, materiale, tangibile. La fiducia nel silenzio – invisibile, vuoto, terrificante – è quella difficile.
Credere di essere importante per Lui; credere che c’è; credere in LUI, non in ciò che fa (quello consegue).
Credere è sapere.

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3 commenti

  1. Ho imparato a frugare nella ricerca dei Blog e come prima volta devo dire di essermela cavata bene!
    Ho trovato il tuo Blog. E leggo,un articolo dopo l’altro e più leggo più tiro un sospiro di sollievo e mi dico “oh tu guarda allora non sei la sola a provare e pensare certe cose in un determinato modo!!” perché come sicuramente saprai, poche solo le persone che hanno una coscienza del bdsm dell’essere schiava così chiara o comunque razionale e pacata.
    Ti leggo e mi dico “lei sa parlare, sa dire ciò che io provo e penso ma che ogni volta non riesco ad esprimere creando grandi pasticci con le parole!” certo il mio Padrone li trova splendidi e comprensibili ma non lo sono.
    Mi ravviva mi da gioia leggere come tu riesca ad esprimere ciò che anche io vorrei poter dire così chiaramente e facilmente…
    Grazie

    Dalia

    • Grazie a te; sono felice che ciò che scrivo risuoni anche per altre persone.
      Eppure anche per me questi pensieri non sono così chiari né così facili.

  2. Essere Dominata vuol dire anche questo essere al Servizio dei voleri del Padrone.
    La cosa che sembra scontata ma non lo è affatto è comprendere che noi schiave Apparteniamo al Padrone e non viceversa.
    Ci ho impiegato del tempo ma credo e spero di averlo capito.
    Buona giornata e bel blog piacere luna


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