Tell me something beautiful

Sento partire questo pezzo dallo stereo; gli occhi bendati, sono già persa nel vortice dei colpi, delle sensazioni violente e laceranti. Senza deciderlo sillabo il testo della canzone, lasciandomi trasportare più lontano. A 2.55 l’atmosfera si sospende, la voce angelica sospira il suo canto – e certo che me lo aspetto, ma l’impatto della musica e delle mani del Padrone che mi calano addosso mi travolgono ugualmente. Di colpo, affondo in subspace. La potenza dell’impatto mi urta fuori dal mio stesso corpo.
Lo so che al Padrone non piace molto che stia in subspace – lo privo di una parte delle mie reazioni, avvolta come sono nel mio bozzolo. Ma non lo faccio apposta ad andarci, anche se certo non me ne andrei mai.
Il Padrone mi sculaccia ancora un poco: mugolo, canticchio e ridacchio tra me. Poi si ferma, ed il tempo è come sospeso; mi cullo in subspace e mi dondolo a cavalcioni della cavallina in questa strana quiete. Una parte lontana della mia coscienza si accorge – e si stupisce – che in quel momento, nuda, esposta e con la pelle bruciante, mi sto addormentando.
Tale è il mio abbandono.

5 commenti

  1. Bella canzone. E scusa la domanda stupida e, molto probabilmente, personale… cosa sarebbe il subspace? Una specie di mondo interno dove ti soffermi su te stessa?

    • E’ chiamato subspace uno stato alterato di coscienza indotto nel sub dal gioco bdsm. E’ una sorta di trance, ma viene esperito in modo anche molto diverso da persona a persona. Per me e’ uno stato di euforia, di gioia, di pace, in cui il dolore delle pratiche non mi fa quasi più male; sono dentro di me e sto bene.
      Esiste anche il Domspace, in cui entrano i Dominanti.

      • Una sorta d trance indotto da forte emozioni, quindi?

      • Sì; poi non è semplice da descrivere a parole.

      • Nono, tranquilla :) sei stata molto chiara, invece :) Stati del genere esistono, anche non indetti da sessioni varie. Nel tuo caso (e da quanto ho capito, leggendoti) tutto è stato scaturito dalla canzone, che reputo anche molto suggestiva.
        Credo che la situazione sia stata solo una preparazione al “viaggio” nel subspace. “Beautiful”, capitata per caso, è stata la chiave d’accensione :)
        Poi posso pure sbagliarmi :)


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